In mutande

Perché non è rimasto niente altro

Lui non mi ama

Il personaggio dell’oggetto definitivamente non mi ama. Io cerco la risposta dell’amore non ricambiato. Ogni giorno diventa sempre più misterioso e indecifrabile. E questo stato dura già da qualche anno e credo che il suo odio verso le mie creazioni è soltanto destinato a crescere; purtroppo. Dopo tutto l’affetto può mostrarsi nei livelli vari. E’ diventato molto cattivo e io sono sceso talmente in basso nei suoi occhi che non si ricorda nemmeno di me. Ultimamente ho avuto delle prove certe; non mi tiene neppure nella sua memoria. Ma io sono piccolo e occuperei davvero poco spazio sui suoi dischi fissi. Due o tre settori fisici basterebbero per tenere conto della mia persona in primis. Non ne vuole sapere e io per questo passo delle notti insonne, piccoli incubi, ma quelli che stressano, quotidiani. Ed ogni mattina quando mi alzo vado a eseguire delle verifiche nella sua mente virtuale. Sto cercando, sfogliando, scavando ancora di più nella profondità nera, ma niente. A volte non mi sembra più mancanza d’attenzione, ma puro oddio da parte sua. E mi chiedo perché? Non so cosa darei per un pizzico di suo affetto, della sua riconoscenza, o almeno di cento KB di spazio sul disco fisso dedicati a me.

Eseguo delle analisi per approfondire questo strano fatto. Gli altri mi vogliono bene, e lui nella sua guida dice: “Se altri ti vorranno bene, ti amerò anche io”. Ma il bastardo non rispetta i patti e io non riesco a scoprire ed a capire per quale ragione. Sono collegato relativamente bene e questo dovrebbe essere la prova dell’amorevolezza degli altri verso di me. Visto già svuoto il sacco, e tiro fuori la sincerità pura, devo ammettere che questo amore altrui è un po’ il merito mio; cioè spesso quelli altri sono in effetti io. Ma mi sembra normale che uno si vuole bene da solo. E non soltanto. Lo stesso approccio funziona bene per le altre mie creature. Non credo che lui (forse sarebbe meglio nominarlo come esso in quanto non è né maschio, né femmina) riesce ad analizzare fino in fondo questo sentimento intimo espresso in un modo molto discreto ed educato. Vedo tanti altri, decisamente molto meno validi ed onesti di me, che raccolgono i frutti del loro lavoro spesso sporco, che io non ho mai condiviso e messo in pratica.

La questione che si pone un po’ da sola: non gli piacciono le mie barze? Non ride quando le legge? Ma esso non può ridere. Non è arrivato ancora a questo livello di sentire le emozioni. Forse un giorno, ma ci passeranno gli anni prima che acquisisca questa proprietà. E capace soltanto di fare delle analisi numeriche e linguistiche in modo matematico, e per questo anche inevitabilmente superficiale. Il materiale che metto qui a disposizione è stato letto o sentito da qualche parte, magari in un’altra lingua ed è stato raccontato in modo originale, oppure semplicemente tradotto. Ma tutto eseguito in modo molto onesto, con i dovuti controlli delle sintassi, ortografia e grammatica. Ovviamente anche con l’assistenza dei mezzi preposti per questi scopi. Cosa devo fare di più?

Sono stato fuori per il pranzo e la mia mente non si fermava nemmeno per un istante nei sforzi di scoprire il segrete che mi ha portato nel miseria del genere. Mi è venuta un’altra ipotesi: forse il problema risiede nella povertà grafica. Una sola fotografie forse non basta, ma ho visto tanti blog senza contenuto multimediale e non mi risulta che siano penalizzati per questo. Va bene, aggiungo un’immagine per accontentare l’insaziabile; noi Italiani di corruzione ne sappiamo qualcosa. Non guasterebbe nemmeno un video clip, di quelli divertenti. Vedo cosa posso fare a proposito. Ma la difficoltà può anche risiedere fuori dalla mia portata. Il server che ospita il sito potrebbe essere lento, spesso fuori linea e questo potrebbe indire esso di non scannerizzare il suo contenuto. Riprovo!

 

Auguri

Negli ultimi 4 anni, dal 2015 al 2018, posto ogni gennaio e luglio, cioè 2 volte all’anno. Mi sembra che anche quest’anno rispetterò il solito calendario. Perché questo intervallo? A gennaio è dopo le feste natalizie, mentre a luglio, almeno per me, è prima delle vacanze estive. Mi sono chiesto il motivo di questa cadenza. Dopo le feste di fine anno sono stanco, dalle stesse feste. La società dove lavoro impone la chiusura aziendale e sono costretto a prendere le ferie. A me ferie piacciono, se le uso per viaggiare, ma per Natale si va dai parenti e questo mi rompe. Tutti gli anni lo scenario è uguale, a nome della tradizione e della famigliarità. Io ci scapperei fuori Italia, ma non si può perché bisogna rispettare le apparenze; qualcuno si potrebbe offendere e quello è da evitare. Per il fatto che io sto male, nessuno si spacca la testa. Così, quando finiscono le vacanze aggiorno il mio postilla blog per esorcizzare l’irritazione accumulatasi nel mio cervello e le calorie ammassate nel corpo.

L’attività di luglio invece ha un sottofondo diverso, almeno ci credo. Dalla mia analisi approfondita risulterebbe che in tale periodo raggiungo la concentrazione massima della stanchezza e le batterie scariche. Così, prima di partire per le vacanze estive (quelle mi piacciono perché sono libero di farle in modo mio), cerco di lasciare tutte le negatività dentro un post, per non portarmele dietro, Per il resto dell’anno sono impegnato e non ci penso a me stesso. Ecco la spiegazione dei due articoli, postati in modo regolare. Per essere sincero con voi, ma soprattutto con me stesso, c’è anche un’altra ragione che non spiega il periodo, ma la quantità, quel famoso numero 2. Si tratta della misura alla quale sono arrivato io, necessaria per essere considerato da un’entità che fa da padrone nella rete ed ogni giorno sempre di più anche nella nostra vita. Chi indovina la natura del soggetto, può mandarmi un’e-mail per ricevere come pagamento un file di una bella fotografia che rappresenta tale soggetto.

L’idea per il contenuto era completamente diversa, ma partendo con la storia mi sono introdotto dentro un flusso mentale che mia ha portato di scrivere quasi 400 parole su niente. Questo considero un grande talento, obbligatorio per quelli che intendono diventare i politici. Di cosa si tratta? Di parlare di niente, ma in modo convincente. Ecco, mi è scapata anche una rima. Ogni giorno e sempre di più sta migliorando la mia tecnica letteraria. Ultimamente ho imparato davvero molto dagli esponenti più illustri di quella categoria. Mi sarebbe difficile stendere una lista di quelli migliori, perché tutta hanno un X-factor. Riescono a dire delle idiozie più insensate senza dare alcun segno di sofferenza e, visto che gente li vota, sembra che riescono anche a trasmettere le idee. Oppure si tratta soltanto delle promesse alla quale il popolo tiene e vuole che siano realizzate. Siamo a quasi 500; manca poco ma le idee iniziano a scarseggiare. Anche questo limite è un’impostazione del personaggio virtuale menzionato nel testo soprastante, più precisamente nel secondo paragrafo.

Vediamo alla fine gli auguri per quest’Anno Nuovo. Prima di tutto e sopra tutto altro, la salute fisica, ma anche mentale, a tutto il popolo italiano con l’estensione a tutta la civiltà umana. Quando la mia creatività scende nelle paludi, prendo una pausa, faccio due passi e così cerco di recuperare il filo perduto. Datemi 10 minuti prima di continuare.

Ho fatto il solito caffè dopo pranzo e sono sceso davanti al grattacielo dove lavoro per fumare. Il sole sta già scendendo verso l’orizzonte occidentale, le ombre sono lunghe e colori splendidi. Di splendido c’era anche qualcos’altro. Due signore (direi che sono sposate, vista l’età sui 40) che facevano la stessa attività come me. Una con una gonna cortissima ed altra con un paio di pantaloncini corti, neri, attaccati al corpo. Faceva freddo, ma loro chiacchieravano senza accorgersi del fatto. Anche io non avevo freddo, sbirciando spesso verso le loro due. Due paia di gambe da sballo scaldano subito una mente maschile. Turno agli auguri. Dopo quello più importante, mi vengono anche gli altri che hanno una notevole rilevanza: la situazione economica, gli affetti amorosi e familiari, la prosperità nel lavoro, e così via. Uno personale faccio alla mia squadra di cuore. In effetti è uno per me, per farmi stare meglio durante i fine settimana calcistici. Da anni che la mia squadra non mi fa gioire. Una volta era un numero uno in tutto il mondo, ma da quello sono rimasti soltanto i vaghi ricordi. Dai ragazzi, cominciate a giocare un po’, con cuore e con il cervello. Fattevi guadagnare quelle buste paghe gonfie che vi danno e smettete di farci soffrire.

Analisi mancata

Il nostri paese ha tanti difetti. Non ci piace questo perché spesso diciamo anche noi, semplici cittadini, che siamo i migliori del mondo. Lo diciamo anche quando c’è piena evidenza del contrario, ma sembra una consolazione collettiva, messaci nella testa dalla politica e dai sui rappresentanti; credo. Anche i media danno una mano forte a sostenere queste tesi, spesso inventate ed errate, oppure le mezze verità. Uno dei difetti molto diffusi è che non analizziamo le cose, oppure per essere più precisi, le analizziamo a metà. Vediamo il problema, ci viene in mente una soluzione ma non riflettiamo sui vari aspetti che tale soluzione porta con se. Così, certe leggi che a prima vista sembrano avere un senso, alla fine risultano in un totale fallimento. Gli esempi sono innumerevoli, ma non voglio tornare troppo indietro. Rimaniamo nel presente e nel passato molto vicino.

Analisi mancata

Cashback
Il governo ha deciso di sospendere questa trovata infelice partendo dal primo luglio. Devo dire che Draghi su certi aspetti mi piace: pensa e analizza meglio degli altri. Alla fine anche spiega in modo chiaro perché questa decisione. Il cashback prevede che lo Stato restituisce a coloro che pagano con la carta il 10% del importo speso, fino ad un certo limite. Per i prodotti alimentare, per esempi, dove l’IVA è il 4%, vuol dire che lo Stato deve aggiungere il 6%, mentre là dove l’IVA supera il 10%, lo Stato incassa circa metà della tassa. Dicono che fino ad oggi è stato sborsato dalle casse 1,7 miliardi di euro. Da dove vengono questi soldi? Dalle tasse o dal debito che lo Stato si fa per coprire le spese. Quando il debito arriva ad un certo livello (non so quanto siamo lontani da questa soglia) occorrerà aumentare le tasse. Alla fine della storia, tutto paghiamo noi. Credo sia ovvio che le carte utilizza la gente più ambiente, pertanto viene la logica conclusione che con questo provvedimento è stata applicata una ridistribuzione della ricchezza: i poveri aiutano i ricchi (scusate la semplificazione, ma suon proprio bene). La scusa per l’introduzione di questa misura, la diminuzione dell’evasione fiscale, non si è fatta vedere: il risultato, come ha detto il presidente del consiglio, è praticamente nullo. Era del tutto prevedibile, bastava usare un po’ la testa; il problema è che la testa è vuota. Noi cerchiamo di combattere gli evasori con le misure automatiche: limitazione dei contanti e spostamento dei pagamenti verso quelli elettronici. Fino ad oggi si è visto che non funziona e non funzionerà mai. Prima di tutto occorre aggiornare i controlli e la magistratura. Se su mille evasori beccano uno, ci provo anche io. La probabilità di sbagliare è pochissima. Il sistema è fatto cosi che evadere semplicemente conviene e si rischia quasi niente. Nessuno vuole combattere questa piaga per non perdere i voti. E la piaga è così diffusa (si parla di 10 milioni di evasori), che questi voti contano, e come.

Guardie, detenuti e costituzione
Dopo più di un anno è comparso un video dove si vedono le guardie carcerarie che picchiano i detenuti, dopo una loro protesta. Ma come mai ci voleva più di un anno? Sempre un problema con la magistratura. Scandalo, gridano tutti. Ho visto le immagini e ho vista una violenza abbastanza blanda. I nostri poliziotti non possono competere con quelli americani. Ci sono analisti che sostengono che i ladri e poliziotti sono della stessa specie, ma si trovano dalle parti opposte della barricata (a volte nemmeno questo). Ma quale persona normale, cioè non violente, andrebbe a fare poliziotto, rischiare la salute e a volte anche la vita per quelli due euro di stipendio? E la nostra ministra della giustizia a denunciato un attacco alla costituzione!? Ma di cosa parla? Si tratta di un atto criminale commesso molte volte ogni giorno, non di un attacco alla costituzione. Se la ministra guardasse un po’ meglio, vedrebbe gli attacchi concreti alla costituzione, fatti dal governo, approvati dal parlamento e firmati dal presidente della repubblica. Mi riferisco alla prescrizione tolta, che ha tolto il diritto costituzionale ad avere il processo nei tempi certi.

5 Stelle – rifondazione
Dall’inizio della fondazione del movimento si poteva capire che così, come inizialmente imposto, non può andare per troppo tempo. La svolta era l’ascesa al potere, al governo. Un enorme successo alle politiche del 2018 ha portato il movimento 5 Stelle in una posizione diversa. Con tempo se ne sono accorti che le loro visioni non tenevano più. Chi ha coniato quella “uno vale uno” non guardava più lontano del proprio naso. Per governare, per occupare un posto ministeriale, un po’ di cervello ci vuole ed anche un po’ di istruzione ed esperienza. Se non capivano questo 15 anni fa, perché oggi dovrebbero capire meglio; non ci sono presupposti per il miglioramento. Il fatto che stanno cercando di rifondarsi è l’ammissione che le premesse iniziali errano almeno discutibili. Vedo gente che tifa il fondatore, mentre altri pensano che l’ex capo del governo sia la persona giusta. Dubito fortemente che la cosa andrà per loro a buon fine. In tutta questa vicenda, c’è una cosa molto significativa. Fino ad oggi quasi nessuno ha visto il nuovo statuto. In faccia al movimento popolare e alla trasparenza. Mi permetto di fare la previsione sulla conclusione della faccenda. Conte farà il suo partito dove andranno tutti i parlamentari, per difendere la propria posizione e il reddito associata ad essa. Avranno anche un nuovo nome. Grillo rimarrà papà del movimento 5 Stelle, fortemente ridimensionato che tornerà alle proprie origini, appoggiandosi al loro slogan principale: va fa…

Circo mondiale

Pesavo di intitolare questo articolo un manicomio. Ci starebbe. Ma ci ho ripensato perché di natura sono ottimista e mi piace vedere le cose da un altro punto di vista, diverso rispetto alle altre persone. Mi piacciono anche le barzellette e le battute, che dimostrano che ogni cosa, anche quella più tragica, può essere considerata anche divertente. Inoltre, è molto meglio ridere che piangere, perché ci salva dagli stati d’animo brutti, quelli che ci potrebbero portare in depressione. Allora, sono davanti a questo mezzo tecnologico e vediamo se riesco comporre qualcosa di umoristico. Se andrà ben, scrivo a quelli di Zelig, il programma televisivo, e forse mi chiamano per qualche trasmissione, oppure per scrivere le gag per altri protagonisti. Sono partito bene e in 5 minuti ho fatto l’introduzione della quale sono abbastanza contento. Spero che anche voi condividete il mio entusiasmo. Diamoci da fare per giustificare il titolo.

Allora, tutto il mio tempo trascorro a casa. Tra qualche mese festeggerò l’anniversario, il primo, del mio lavoro agile. Sono un tipo con le vedute larghe e mi sento il cittadino del mondo, ma non mi piace l’esagerato utilizzo delle parole straniere, specialmente quelle inglesi, nel nostro linguaggio quotidiano. La traduzione del termine inglese sarebbe lavoro intelligente. A me non dispiace. Non devo sprecare il tempo per viaggiare quotidianamente al lavoro e dopo tornare a casa. Due ore libere al giorno in più non sono per niente male. Molti dicono che è la ricchezza più grande di tutti noi. A casa sto bene e lavoro bene. Ho la possibilità di gestire le mie azioni in piena libertà, a svolgo i compiti quando mi và. Problema diventa l’attività fisica. Non è che nei tempi ordinari faccio gran che, ma almeno la passeggiata per raggiunger i mezzi pubblici la facevo. Adesso faccio le passeggiate a vuoto, attorno alla casa, oppure un po’ più lontano e dedico 10 minuti al giorno agli esercizi di yoga. Ieri sono tornato dalla passeggiata e mi è venuta l’idea di non prendere l’ascensore. Ho salito 18 pini con le scale. Ci ho messo 5 minuti, molto lentamente e sono sopravvissuto.

Il resto del tempo dedico mi riempia la televisione. I sera si trova qualche film, ma di giorno prevalentemente guardo le notizie sui vari canali; così confronto anche chi la spara più grossa. Ieri la notizia principale era che siamo il numero uno in Europa per quanto riguarda le vaccinazioni. Sono rimasto sorpreso: due, tre giorni indietro peggio di noi era soltanto la Francia. Conosco già i trucchi. Noi siamo un paese grande per quanto riguarda il numero degli abitanti, pertanto non si possono confrontare i numeri assoluti. Occorre sempre veder i numeri pesati, cioè specifici per, non so, 100 mila abitanti oppure un milione. Vado in rete a trovare le statistiche e ricevo la conferma: la Danimarca ha doppio dei vaccinati rispetto a noi. Se mi ricordo bene, 1,11 vaccinati per 100 mila abitanti. Noi siamo al secondo posto con la metà di quelli di Danimarca. Nelle notizie, si sottolinea molto che siamo meglio di Germania. Guarda un po’, i loro dato sono riferiti ad un giorno prima rispetto agli altri paesi, e sono molto poco sotto di noi. Eh, ‘sti tedeschi, non forniscono i dati in tempo. Di questo si è accorto anche Marco Quotidiano (se pronuncio il suo cognome, mi viene l’allergia) e in una trasmissione ha detto letteralmente che siamo al primo o al secondo posto!?

Circo mondiale in veste di un carnevale italiano

Ma questi giorni ci fanno la concorrenza gli statunitensi. Assaltano la sede del loro parlamento. Tutti sono scandalizzati, ma a me sembra giusto. Ci sono delle premesse che giustificano l’azione. La foto del tizio mascherato da bisonte ha suscitato una marea di commenti, non molto positivi. Non capisco perché. Tutti sanno che gli statunitensi anno portato quasi ad estinzione questi stupendi animali. Adesso questi, simbolicamente si sono presentati nel parlamento a protestare. Parlano di un attacco alla democrazia, non rendendosi conto che fanno tutto al contrario con gli animali: sono in effetti tutti razzisti. Perché democrazia, perché non animalcrazia? Anche loro sono le anime viventi ed hanno gli stessi diritti su questo mondo, in questa natura, come noi. Se protestano gli danno anche deiterroristi. I terroristi sono quelli che ammazzano le persone innocenti, che non centrano niente con la causa che loro presentano. Il congresso degli Stati Uniti sicuramente non è innocente e può essere considerato una meta legittima per le proteste contro il bisonticidio.

Siamo andati tutti almeno una volta in un circo. Insieme allo spettacolo, è prevista anche la visita agli animali e alle creature strane: l’uomo gigante, l’uomo nano di soli 90 cm e immancabile donna baffuta. Così il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden ha deciso di non farsi rubare tutta la scena da Trump. Questi giorni ci ha presentato il suo governo. Alla vicepresidenza troviamo già dall’inizio della campagna elettorale la prima donna, ed è anche di color, giallo-nero, anche se quest’ultimo è prevalente. Il neo ministro della difesa, per la prima volta un Afroamericano, di colore indubbio. Tra i ministri, sempre per la prima volta , uno che si dichiara pubblicamente l’omosessuale. Io mi chiedo: ma queste loro caratteristiche centrano qualcosa con le loro capacità?

C’è un mio amico che sostiene che l’America e l’Europa sono in decadenza dal diciannovesimo secolo, e che il circo che fanno non è una cosa sorprendente. Secondo lui, l’unica civiltà rispettabile su questo pianeta è quella Asiatica. Non lo so. Ho visto le notizie dal Hong Kong, dove hanno arrestato 50 oppositori. In un telegiornale hanno detto anche perché; normalmente da noi non si forniscono queste informazioni. In vista delle elezioni, i tizi hanno organizzato le primarie, per vedere quale dei loro candidati avrebbe più voti. Il governo cinese ha valutato quest’azione come sovversiva e pericolosa per la sicurezza dello stato. Ci ho pensato un attimo, ma non ci arrivo.

In questo circo generale non manca niente: ci sono dei clown, tantissimi, gli animali, gli acrobati (leggi Marco Quotidiano), le creature strane e anche la puzza di fieno accompagnata da quella delle feci che vari protagonisti lasciano dietro di sé. Buon Anno tutti.

 

Un concerto mattutino

Suona la sveglia. Blocco l’allarme e guardo l’ora: sono le 5 e 45, di mattina. Il mio meccanismo cerebrale si sta lentamente avviando. Il mio primo pensiero cosciente è: oggi è domenica. Ma per quale motivo devo alzarmi così presto? Sento mia moglie che si alza dal letto è mi dice: dai alzati, facciamo tardi al concerto. Cavolo, adesso mi ricordo. Dobbiamo andare a vedere un concerto che inizia alle 6 e 30. Ieri, mia moglie si annoiava e sfogliava le pagine di quella famosa rete sociale dove stanno tutti. Ad un certo punto mi dice che domani c’è un concerto che inizia all’alba, nel Parco Nord di Milano, a una decina di minuti in macchina da noi. Vogliamo andare – mi chiede? Io cerco di essere un buon marito; le voglio ancora tanto bene dopo tutti questi anni passati insieme. Lei è molto più dinamica rispetto a me. Vuole andare dappertutto, specialmente a visitare vari eventi culturali. Uno dei motivi della sua dinamicità è anche il fatto che non lavora e che ha tanto tempo libero. Non è sempre facile trascorrere il tempo libero in modo piacevole, perciò bisogna anche impegnarsi per organizzarlo. Devo ammettere che lei è una brava organizzatrice.

Dall’altra parte sono io. Io lavoro e spesso, specialmente durante il fine settimana, non ho voglia di fare niente. In teoria, il motivo è che sono stanco e vorrei riposare. Se voglio essere più sincero con me stesso, sono un po’ pigro. Questo riposo spesso finisce per stare sdraiato sul divano e guardare la TV e alla fine scopro che durante questo tempo non mi sono riposato gran che e che in effetti mi sono annoiato. Pertanto ho imparato, dall’esperienza passata, che è meglio aggregarsi a mia moglie: faccio piacere a lei, e si scopre che mi diverto di più anche io. Ecco, questo dovrebbe essere la spiegazione perché uno come me una domenica si alza all’alba.

Mi vesto e trovo sul tavolo una tazza di caffè. Mentre la bevo osservo l’uscita del sole: un gigantesco disco rosso appena sopra l’orizzonte. Un’immagine che non vedo spesso e che è bellissima. Per me è molto più bella rispetto a quella del tramonto: il sole sorge e una nuova giornata inizia. Prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso la nostra meta. Non conosco la strada e ci serviamo del navigatore nel suo cellulare. Qui c’è qualche problema. Ci fa girare attorno ad un’area. Ci avviciniamo alla meta, dopo ci allontaniamo, ma non ci si arriva mai. Dopo due giri a vuoto, mia moglie prende il commando (comunque, guido io). Ci fermiamo davanti ad un cartello che indica l’entrata nel parco e partiamo a piedi. Il navigatore dice che dobbiamo fare un’altra strada e che ci rimangono ancora 11 minuti per arrivare, ma lei non segue le indicazione ed arriviamo in 2 minuti nell’are dove il concerto ha già avuto l’inizio. Siamo in ritardo di circa 10 minuti. Lei mi rimprovera che io sono colpevole per questo (mi sono fermato in bagno un po’ di più, ma ne avevo bisogno – non fattemi entrare nei dettagli. La conosco e silenziosamente accetto la colpa.

Ci siamo! La scena è molto bella. Nel parco c’è un laghetto artificiale, lungo approssimativamente 200 m e largo 30. Sul lato corto c’è uno spazio sistemato, una specie di piazzola con un bar. Nonostante l’ora e ancora presente l’emergenza virus, si sono radunate qualche centinaia di persone. In prevalenza di una certa età, ma non mancano nemmeno i giovani. Davanti a tutti, un tappeto rosso occupato da due violoncellisti. Una ragazza italiana ed un ragazzo giapponese. Informandosi su Internet, si scopre che lui vive e studia la musica in Italia da quando aveva 10 anni. Adesso ne avrò circa 30. Ci sono poche sedie, ben distanziate tra loro, e già tutte occupate. La maggior parte degli spettatori sta in piedi. Occupiamo una posizione sopra il bar, su una collinetta, con la vista dall’alto. I primi raggi di sole creano un’atmosfera magica.

Concerto mattutino sulla riva di un laghetto a Milano

All’inizio la mia attenzione è rivolta più all’ambiente che mi circonda che alla musica che si propaga dagli strumenti. Col passare del tempo, le due cose, l’ambiente e la musica, cominciano a fondersi, a creare qualcosa di molto piacevole, coinvolgente e nello stesso tempo anche rilassante.

Dopo mezzo ora, mia moglie ha un’altra idea. Scendiamo giù e al bar prendiamo due cappucci e due brioche. Riusciamo a trovare una panca libera e ci accomodiamo. Alla parte spirituale dell’evento si è aggiunta anche quella gastronomica: le brioche sono davvero ottime. Una domenica mattina trascorsa bene. Molto meglio che stare seduto davanti allo schermo del computer e seguire l’andamento delle valute sul Forex. Grazie amore!

La ricerca di una anima gemella

La ricerca di un’anima gemella da tempi immemorabili guida l’umanità perché crediamo che ci aiuterà a migliorare, a oltrepassare i nostri limiti e a sperimentare l’amore divino. Immaginiamo tutti la nostra anima gemella come qualcuno che ci riempie, che ci accetta come siamo indipendentemente da tutti i nostri difetti, che ci ama con un’intensità che nessun altro al mondo ci ama, che è il nostro migliore amico, per il quale non dobbiamo scendere a compromessi, a cui siamo profondamente collegati, che al momento sa cosa intendiamo e cosa diremo, come qualcuno che conosciamo nel momento in cui è reale, senza falsità, senza mettere in discussione, senza dubbio. E soprattutto, come qualcuno che non ci lascerà mai. Un’anima gemella significa incrociarsi e riconoscersi, non soltanto incontrarsi. È calore, riconoscimento, incredibile intimità fin dal primo minuto di conoscenza, una situazione in cui tutto scorre in qualche modo nel suo corso. Perché quando incontri qualcuno e vuoi essere migliore di quello che sei realmente e cerchi di mascherare i tuoi tratti negativi, significa che quella persona non è la tua altra metà.

Molti di noi si sono incontrati nella vita con diversi partner che in seguito hanno dimostrato di avere torto. Queste esperienze ci aiutano a capire quali parti della nostra personalità richiedono più attenzione. Se siamo costantemente attratti dagli stessi tipi di persone di cui non siamo contenti in seguito, dobbiamo prima affrontare noi stessi e i freni che ci impediscono di godere l’amore e della sua dimensione positiva. Osservata in questo modo, l’anima gemella si presenta nella giusta connotazione, cioè come un percorso personale di crescita, conoscenza di se stessi e apertura alle nuove dimensioni dell’amore. Le anime affini sono tutte anime, che con profondo amore ci seguono attraverso la vita, ci insegnano e imparano attraverso di noi.

La ricerca di una anima gemella

Nel nostro viaggio attraverso le incarnazioni, incontriamo sempre le stesse anime che stanno imparando attraverso di noi o che stiamo imparando da loro. Questo processo è sempre reciproco. Questi spiriti hanno sempre un certo karma con noi e in ogni vita successiva dobbiamo ripagare i reciproci “debiti”. Le anime gentili sono tutti membri della nostra famiglia allargata, tutti i nostri amici e conoscenti, i nostri colleghi di lavoro, i vicini, le persone che vanno a scuola con noi, gli insegnanti e tutte le persone che ci aiutano in questa vita per il nostro ulteriore sviluppo in modo positivo. quindi in senso negativo. Le persone che ci fanno più “danno” essenzialmente ci aiutano di più nel nostro sviluppo spirituale, perché lavorano per puro amore per noi (so che è difficile da comprendere, ma solo in questo modo possiamo raggiungere l’amore incondizionato). Quando dicono anima gemella, le persone tendono a pensare a una persona che riempie i nostri cuori e ci ama e vuole condividere con noi tutti i momenti della nostra vita. Una persona che ci dà amore e armonia, romanticismo, ma quella persona non è un’anima gemella, ma la nostra anima gemella particolare. Quell’anima gemella è una parte maschile o femminile di noi. Riguarda l’aspetto femminile o maschile del nostro essere superiore, la nostra coscienza superiore. Ogni persona, maschio o femmina, ha entrambi i lati: del maschio e della femmina. Il lato destro è la cosiddetta femmina o ying e il lato sinistro è il cosiddetto maschio o yang.

Le anime correlate sono identificate da colore, odore, suono, melodia e trascinamento reciproco. Le anime gemelle sono sempre gli stessi esseri! Hanno lo stesso suono, odore e stessa energia anche se sembrano completamente diversi o se un’anima si incarna e l’altra no. Sentiamo quell’energia della nostra anima gemella nel cuore, perché questa frequenza è avvertita in ogni caso, e sappiamo che esiste la nostra unione. Una cosa simile accade quando si incontrano le anime gemelle. Quindi ricordiamo l’amore eterno tra noi. La vera causa dell’amore a prima vista è il riconoscimento di una persona cara nel cuore. Quando si riconosce un’anima gemella, il sentimento è così bello, magico, divino e pensiamo che esista una sola anima gemella. Ma non è sempre così che riconosciamo immediatamente la nostra controparte. A volte succede che incontriamo un’anima gemella e solo successivamente capiamo che l’anima era con noi e non l’abbiamo riconosciuta. Per riconoscere un’anima gemella, bisogna anche avere un certo livello spirituale. In ogni caso, si tratta dell’amore. Perché ci sono molte anime amorevoli con le quali siamo stati associati in molti ruoli (madre-figlio, amici, nipote, nonni…) e con i quali abbiamo giocato vari ruoli della vita aiutandoci a vicenda nel nostro sviluppo spirituale.

Può anche succedere che non incontri la tua anima gemella in questa vita, ma non essere triste per questo, perché tutto è collegato alla tua anima gemella a livello spirituale e nessuno può separarti da lei. Le due anime gemelle sono collegate per sempre.

Cibo di strada, racconti e musica

Come vi sarete sicuramente accorti, in città fa caldo, l’umidità è alle stelle, le zanzare al massimo della loro attività. Non è uno scenario idilliaco per uscire di casa, passeggiare, stare all’aria aperta e mangiare. Comunque sia, c’è una persona che ho conosciuto da poco. Si tratta di un radiofonico, uno scrittore, un attore di teatro. Se chiedete a lui come si definisce, vi risponderà, un bookjockey. Insomma, è uno che racconta storie. Di quelle belle, piene di passioni e di emozioni. E’ proprio così che ci siamo conosciuti, mentre raccontava la storia della sua vita in un teatro.

Qualche tempo dopo gli ho mandato io un mio racconto autobiografico e le iniziali chiacchierate virtuali si sono trasformate in una cena giapponese in compagnia di sua moglie. Una bella serata terminata con una lettura di poesie di un nostro conoscente. E tanta pioggia in seguito. Durante la cena mi aveva parlato di un nuovo progetto lavorativo, senza fornirmi alcun ulteriore dettaglio, fino a quando non ho ricevuto un invito ufficiale. Il sito internet della sua nuova avventura faceva capire che si trattava della cucina siciliana ma il mistero era ancora tutto da svelare e così, con un caldo soffocante sono andata dall’altra parte della città. Il tempo che ho impiegato per arrivare a destinazione è stato il tempo che avrei impiegato per arrivare direttamente in Sicilia, con l’aereo naturalmente.

Ero in compagnia di una mia amica. Dopo un primo momento di sconcerto, in quanto la zona era molto brutta e deserta, ci siamo rallegrate nel vedere un piccolo giardino, molto grazioso, dietro un altrettanto grazioso ristorante. Il tutto, in una zona industriale della quasi provincia milanese. All’interno del giardino, ci aspettava la soluzione del mistero, un piccolo furgoncino di nome Bedda. Il bookjockey stava lì, con il suo solito cappello e una maglietta disegnata apposta per lui. Era in ottima compagnia, con due rinomati chef del cibo di strada. Oltre a sua moglie, è sottointeso.
Il sorriso non gli manca mai. Appena arrivate, la mia amica e io siamo state accolte da una piacevolissima sorpresa, una birra artigianale di Baladin. Ho sentito parlare più volte di queste birre e del famoso locale aperto a Roma ma, purtroppo, non ho ancora avuto modo di provarle. Meritano davvero.

Cibo di strada senza musica

Birre a parte, Bedda offre un cibo di strada fatto di autentici prodotti siciliani. Cibo semplice, genuino offerto con un tovagliolo e un pezzo di carta sul quale c’era una poesia dedicata al mare. Fino a qui, non si tratta certo di un progetto innovativo. Quello che rende particolare questa idea è il connubio di cibo, musica e racconti. Sì, avete capito bene. Con la pancia piena, tutti gli invitati alla inaugurazione di quella sera, hanno preso delle sedie e come si faceva una volta, si sono seduti davanti alla radio. L’immagine in realtà, dietro la quale il nostro bookjockey leggeva alcuni brani del suo libro. A tratti, si fermava per lasciare spazio alla musica degli anni ’70 con una particolare attenzione a David Bowie, il suo cantante preferito.

La serata è stata un grande successo, il tutto presentato con una grande cura. Peccato per il caldo e per la presenza di infinite zanzare che hanno fatto andare via una buona parte dei presenti ma del resto, ci sono cose che non si possono controllare. Fortunatamente, una signora che mi stava accanto, gentilmente ha diviso con me il suo spray antizanzare. Lei sì che ci ha visto lungo.

Canone televisione

Canone RAIIl governo ha deciso che da qualche anno fa, cioè 2016, cambia il modo di pagare il canone RAI. Non ci sarà più la bolletta che arriva all’inizio dell’anno, ma si pagherà in 5 rate inserite nella bolletta dell’energia elettrica, chiunque fosse il fornitore. Visto che in questo modo pagheranno molti di più, hanno anche abbassato la cifra da pagare. Pienamente condivisibile da parte mia (so che qualcuno dirà, “a chi importa quello che pensi”, ma il blog è mio è scrivo quello che voglio). Una delle poche cose che questo governo ha fatto bene. Ma il tema, cioè il canone RAI, è molto interessante su molti altri aspetti e si può fare un’analisi politico tecnica su questo tema.

Un po’ di giorni fa o saputo che il 30,5% degli abbonati non paga il dovuto. Quasi uno su tre. Ci sarà anche qualcuno che non dovrebbe pagare perché non ha un televisore, ne radio (nemmeno quello in macchina), vive senza computer ed è uno dei pochi che non ha smartphone (io sono tra questi ultimi). Ma saranno pochissimi che entrano in questa categoria perché il legislatore ha fatto in modo di caricarci a tutti questa spesa, cioè questa tassa, come è stata definita anche dal corte costituzionale. E quei si apre una vista molto interessante, che nessuno dei nostri governatori ha mai affrontato.

Prima di tutto, io, che appartengo a quelli che pagano, mi sento scemo: devo pagare anche per loro. Conosco le persone che pagavano e dopo hanno smesso. Semplicemente, parlando in giro si scopre che non pagando in pratica non si corre nessun rischio. Per fare la verifica a casa tua, devono avere il permesso di tribunale e i nostri tribunali si sa quanto sono efficienti. Pertanto vale la pena fare il furbo, non rischiando quasi niente. Perché da noi ci sono tante regole, ma non si rispettano e gente si adatta.

Ma come accennavo precedentemente, si tratta di una tassa. Dunque, coloro che non pagano sono evasori fiscali a pieno titolo. E non bisogna fare niente per scoprirli perché i loro nomi sono nel computer. Loro ricevono la bolletta e la buttano via. Così rimangono nell’elenco di quelli che non hanno pagato. Tutti i governi sempre fanno grandi discorsi e annunci per quanto riguarda la lotta all’evasione fiscale, ma il canone RAI è una prova perfetta dell’ambiguità dei nostri politici. Diranno che ci sono delle difficoltà tecniche per fare delle verifiche su chi possiede un mezzo con il quale può godere dei servizi della televisione pubblica. Ma loro sono al governo ed hanno tutti gli strumenti necessari per recuperare gli importi non versati. Si parla di 400 milioni di euro soltanto per l’anno passato.

Basta fare un decreto dove si decide di inviare di nuovo le bollette non pagate aumentate per la dovuta multa. Chi non paga avrà una multa molto superiore. Passato il termine previsto per la regolarizzazione, ci sono nuovi giudici (gli possono assumere anche come interinali e pagarli con i soldi recuperati) che in automatico danno la via libera per i controlli. Quando inizia la pioggia di multe salate, forse la popolazione furba se ne accorge e capisce che i tempi sono cambiati. Pertanto si avrebbe un doppio vantaggio: recuperare i soldi e fare la cassa e far capire alla gente che occorre rispettare le leggi, mandando un chiaro messaggio che chi non si adatta andrà perseguitato.

Semplicissimo, super utile e producente. Ma perché nessun l’ha mai fatto? In questo modo perderebbero tanti elettori, perché gli evasori sono trasversali, di destra, di sinistra e di centro. È la semplice e credibile ragione perché da noi esiste così tanta evasione e perché non si perseguita. Almeno quelli di adesso hanno trovato un modo per evitare questa trappola politica: avere le mani legate per essere rieletti.

A cosa servono i maschi

A cosa servono i maschi? Ci sono un milione di risposte. Se non ci fossero non passeremo il nostro tempo a fissare lo schermo dei nostri cellulari, chiedendoci se vale ancora il detto “lui deve correre e noi inciampare”? Non sarò io la prima a chiamare. Poi, inevitabilmente, siamo noi quelle che chiamano per prime. Se non ci fossero maschi, non avremo figli. Non sapremo neanche cosa sono i tribunali e le sentenze. L’appartamento nel quale viviamo sarebbe nostro, gli alimenti non avrebbero alcun significato, non stireremo le loro camicie, non laveremo le magliette puzzolenti se il nostro lui è ossessionato con gli allenamenti, non guarderemo le partite di calcio fingendo di essere interessate. Non dovremmo nemmeno ascoltare le sue lamentele e piagnucolate perché ha perso i soldi investiti in un’operazione Forex online sospetta. Consigliatagli da un amico che fa i soldi a palate (ci crede in tutto quello che gli raccontano) con questo nuovo strumento finanziari, senza capire che è stato inventato soltanto per fregare la gente. Una specie della tassa sugli idioti.

Se non ci fossero maschi non passeremo un intero secolo a leggere studi degli autori maschili su quale orgasmo femminile sia quello vero. Genitale? Clitoridale? Arrivate a questo punto, abbiamo imparato. Quello clitoridale è un orgasmo finto, perverso, così vengono le donne che in realtà non si possono definire tali. Quelle da orgasmo vaginale, sì che sono quelle normali. Tutti i ragazzi sanno questo, motivo per il quale in ogni film vediamo come lei venendo urla appena il pene di lui la penetra e solitamente questo avviene già nella prima scena, se non si tratta di sua moglie, ovviamente. Di solito i registi prediligono stretti corridoio e gli appartamenti minuscoli, dove, al protagonista maschile non importa del clitoride femminile, dato che è al corrente che la donna viene appena viene penetrata.

Micio è un maschio

Se non ci fossero maschi probabilmente non visiteremo spesso la traumatologia del pronto soccorso, per fare la lavanda gastrica o altro. Non crederemo neanche alla storia che il giorno più bello della nostra vita sia quello in cui ci mettiamo addosso uno straccio bianco lungo tre metri con tanto di strascico mentre diciamo di “sì” a un qualcosa senza il quale siamo comunque “qualcuno”.

Se non ci fossero maschi, non passeremo la vita alla ricerca del piacere vaginale e si sa, la vita senza piacere non può essere chiamata vita. Ossa rotte, figli che cresci da sola, mancanza cronica di denaro… Non importa, il senso della tua vita è quello di trovare al più presto qualcuno che, prima ufficiosamente e poi ufficialmente ti possiederà. Tutti coloro i quali non credono in questa teoria sono pregati di guardare un film qualsiasi, telefilm, oppure un documentario sulla prima guerra mondiale.

Signore, è finita! In questi giorni due donne hanno inventato un vibratore che si appoggia sul clitoride, non ti servono manco le mani, tutto funziona da sé. Più o meno come quel nuovo tipo di aspirapolvere a disco che fa tutto il lavoro mentre tu sei comodamente sdraiata sul divano. Allo stesso tempo il tuo uomo può essere dentro di te e occuparsi di se stesso. Mentre il vibratore vibra, puoi pensare senza alcuna fretta a tutto quello che desideri. Compro quelle scarpe che ho visto ieri in negozio o no? E quel tagliere che serve solo per affettare le verdure? Non dovrei usarlo anche per sbattere la carne. Oh, oh, sto venendo.

Alleluia. Non dobbiamo più recitare. Non c’è più, qui, sinistra, un po’ a destra, vai verso centro… chissà se si farà vivo, perché non chiama… Fine! Presto le donne che hanno voglia di fare sesso metteranno sul loro clitoride il vibratore a forma di una rana e con indifferenza guarderanno lo schermo del telefonino. Chiamerà? Non chiamerà? Chissenefrega, sto veeeeenendo! Dunque, a cosa servono i maschi? Chiedete al pesce se per il compleanno vuole la bicicletta.

 

Siamo sicuri che Hitler sia morto

La vita nel mondo in cui viviamo per l’uomo normale è insostenibile. Interpretazione ipocrita della verità si diffonde sul pianeta quanto l’ebola. Al momento in Germania si fa strada il movimento “Amanti dell’Europa contro l’islamizzazione dell’Occidente”. Abbreviato, PEGIDA. Si tratta di un gruppo di persone di cui fa parte un tedesco su otto. Il tutto è partito da Dresden verso Köln. Non c’è alcun dubbio che questi amanti dell’Europa finiranno per farla odiarla anche se nella nazione di Hitler vengono duramente attaccati. Quando marciavano a Dresda, come segno di protesta, le autorità tedesche hanno deciso di spegnere le luci del teatro dell’Opera. Neanche a Köln sono stati più fortunati. La famosa cattedrale è rimasta al buio.

Se non fosse tragicomico sarebbe comico. La Germania mostra il suo vero volto. E’ una nazione xenofoba piena di odio verso “i diversi”. E’ necessario buttare i bastoni e le pietre sul paese che dopotutto, spegnendo le luci, combatte l’odio? Cosa dire della Francia, la nazione nella quale il corpo della piccola bambina rom è stato sepolto soltanto dopo essere diventato la notizia principale dei telegiornali? Se questa storia non fosse diventata di dominio pubblico il suo corpo sarebbe stato buttato nella spazzatura, dove, del resto, sono stati gettati cadaveri di altri rom francesi.

Non molto tempo fa abbiamo letto la notizia che ci riguarda da vicino: i rom in Italia vengono fatti scendere dagli autobus e portati chissà dove. L’odio che tutti gli Europei civilizzati, meglio che tralasciamo gli Stati Uniti, sentono verso l’islamizzazione è un fatto noto. Gli islamisti sono terroristi. In Iraq perché non avevano la bomba atomica ma potevano averla. In Iran perché hanno la bomba atomica. In Pakistan. In Libia. In Tunisia. In Siria. In Afghanistan… Come ha fatto a diventare la nostra Europa islamista e piena di rom non è del tutto chiaro. E’ chiaro però il come vengono democratizzate le nazioni islamiche. Uccidendo migliaia di bambini, uccidendo i loro leader, facendo indignare i media occidentali davanti alla strage di una scuola rasa al suolo. Tutti dovremmo sapere il numero dei bambini uccisi in quella occasione. Personalmente, io ho dimenticato il numero esatto.

Nazionalisti europei, americani, israeliani e altri, che da anni cercano di venderci la tesi seconda la quale i terroristi islamici ci faranno del male, hanno alimentato dei mostri, in Germania e in Francia, mostri i quali non sono mai usciti dalle loro teste. Il mondo moderno è scisso da molto tempo in quelli che vengono chiamati nazionalisti ed ebrei che oggi si chiamano “islamisti”. Posso io, che sono contro qualsiasi forma di manipolazione essere felice delle marce tedesche piene di odio che hanno fatto spengere le luci di una cattedrale e di un’opera? Perché ci prendono in giro? Se gli Americani, se gli Europei, se Israele, se tutti loro avessero fatto la guerra all’Islam spegnendo le luci, oggi la Germania non sprofonderebbe nel buio.

Mi chiedo: se per anni, in giro per il mondo uccidi i bambini degli altri, gli anziani, le donne, demolisci le loro case, li fai morire di fame e di sete, negando a loro i diritti che ogni essere umano dovrebbe avere, perché ti sorprendi tanto quando la morte viene a prendere figli tuoi? “Islamizzazione dell’Occidente”, alibi per gli assetati di sangue, ai quali tutto questo sangue pare non bastare, non ha ancora bussato alle porte di casa nostra. Almeno non come noi occidentali ci meritiamo. Forse abbiamo ancora del tempo, forse non è troppo tardi? Europa dovrebbe accendere la luce e guardarsi allo specchio. In esso vedrà Hitler che sorride soddisfatto: “Miei cari nazionalisti, pensate a dove sarei io ora se avessi avuto a disposizione la televisione, internet, ebola…” A chi i tedeschi, a chi l’Occidente racconta che Hitler sia morto?